Comunità Monastica Suore Oblate Benedettine di Santa Scolastica

Ora et labora

DOMENICA DELLE PALME – TRIDUO PASQUALE

aprile 10th, 2014

DOMENICA DELLE PALME – TRIDUO PASQUALE

DOMENICA DELLE PALME

Con la domenica delle Palme inizia la “grande settimana”. In questo giorno la Chiesa fa memoria dell’ingresso di Gesù in Gerusalemme per compiervi il suo mistero pasquale.

Nella liturgia rivivono i due aspetti fondamentali della Pasqua:

–          L’ingresso messianico del Signore in Gerusalemme come annuncio e figura del trionfo della sua Risurrezione;

–          La memoria della sua Passione, che segnerà la nostra liberazione dal peccato e dalla morte.

Oggi siamo chiamati a riconoscere la divinità di Gesù, la sua messianicità, cioè la sua azione di salvezza per il mondo.

Oggi siamo chiamati ad entrare con Gesù nel dramma della sua Passione per condividerla.

L’accostamento dei due momenti caratteristici della domenica della Palme, la processione in onore di Cristo Re e la proclamazione della passione, anticipa il tema pasquale della morte e della risurrezione: ci dispone dunque a vivere la settimana santa in un clima di meditazione dei misteri di Cristo.

 

TRIDUO PASQUALE

 

Il triduo pasquale (venerdì -sabato- domenica), con un ‘prologo’ costituito della celebrazione ‘in coena Domini’ del giovedì santo, costituisce il cuore di tutto l’anno liturgico.

Si capisce il Triduo solo se lo si celebra ‘in unità’, senza separare tra loro venerdì, sabato e domenica. Esso è infatti come un’unica grande celebrazione.

Dividere il Triduo è assurdo, sarebbe come smembrare il mistero pasquale in tanti eventi separati. Ma la Pasqua di Cristo consta della sua morte e risurrezione, cioè della novità di vita che scaturisce dalla morte redentrice. Come la passione-morte sono inseparabili dalla risurrezione, così il Venerdì santo è inseparabile dalla Domenica di Pasqua.

Il Venerdì e il Sabato non hanno la celebrazione dell’Eucaristia, perché l’Eucaristia del Triduo è quella che si celebra nella ‘veglia di tutte le veglie’: la Veglia pasquale. E’ la Veglia nella notte tra il Sabato santo e la Domenica di Pasqua unificare l’intero Triduo.

Non si tratta di attendere la Risurrezione, che è un fatto storico avvenuto una volta per tutte, ma di vegliare in questa notte nella quale “i fedeli, portando in mano la lucerna accesa, assomigliano a coloro che attendono il Signore al suo ritorno, così che, quando egli verrà, li trovi ancora vigilanti e li faccia sedere alla sua destra” (Messale Romano p.161).

La celebrazione della Veglia, e del Triduo di cui essa è il centro, è per la Chiesa esperienza di liberazione e redenzione, è comunione con le opere che Dio ha compiuto nella storia per la nostra salvezza, e anticipazione del futuro, quando tutti entreremo nel riposo di Dio, nel suo Regno

Al centro del Venerdì santo vi è la celebrazione della passione del Signore con la lettura del vangelo secondo Giovanni, che presenta la morte di Gesù in croce come l’intronizzazione del re. Lì si rivela la gloria del Figlio di Dio.

In questa prospettiva gloriosa, la croce viene adorata come ‘trono della grazia’.

Di fronte alla croce i fedeli comprendono la loro vita alla luce di Colui che ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito.

Il Sabato santo è celebrato nel silenzio e nell’attesa. In questo giorno l’unica celebrazione liturgica è la liturgia delle ore. Il silenzio è il grande ‘simbolo’ che segna questa giornata del Triduo che ha termine con l’inizio della Veglia.

In questo giorno la Chiesa è chiamata a porsi in ascolto del ‘magistero del silenzio’. Un’antica ‘Omelia sul Sabato santo’ dice: “Oggi sulla terra c’è grande silenzio, grande silenzio e solitudine. Grande silenzio perché il Re dorme: la terra è rimasta sbigottita e tace perché il Dio fatto carne si è addormentato e ha svegliato coloro che da secoli dormivano”.

Ogni passaggio del Triduo riceve luce dalla Cena del Signore: è questa anche la funzione della Messa in Coena Domini del giovedì, rispetto al Triduo.

Accogliere il volto del Maestro e Signore che depone le sue vesti e lava i piedi ai suoi discepoli è il passo necessario da compiere per avere ‘parte con lui’ – come dice Gesù a Pietro: “Se non ti laverò, non avrai parte con me” (Gv. 13,8) e per poter celebrare in verità il Triduo: Pasqua è infatti entrare nel suo Mistero

E il giorno di Pasqua si prolunga in un unico grande giorno costellato di

“Allelutia”,  che dura per 50 giorni, fino a Pentecoste.