Comunità Monastica Suore Oblate Benedettine di Santa Scolastica

Ora et labora

III DOMENICA DI QUARESIMA ‘B’

febbraio 27th, 2018

04 marzo 2018
LECTIO DIVINA

III DOMENICA DI QUARESIMA ‘B’

Dal Vangelo secondo Giovanni 2, 13-25

“Si avvicinava intanto la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme: Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe, e i cambiavalute seduti al banco. Fatta allora una sferza di cordicelle, scacciò tutti fuori dal tempio con le pecore e i buoi… e ai venditori di colombe disse:”Portate via queste cose e non fate della casa del Padre mio una luogo di mercato”…….

Nel vangelo di oggi si narra come Gesù ha vissuto a Gerusalemme la prima Pasqua della sua vita pubblica: nel tempio egli compie un gesto di liberazione da ogni commercio del sacro.
I giudei non lo capiscono, i discepoli lo comprendono solo dopo la risurrezione, quando si rendono conto che ‘il luogo santo’ dell’incontro con Dio non è un tempio fatto da uomini, ma l’umanità del corpo di Gesù sfigurata dalla morte, ma resa viva dalla risurrezione. Con il mistero del suo corpo morto in croce e della sua umanità resa gloriosa dallo Spirito, Gesù supera l’antica alleanza basata sulla legge di Mosè e inaugura i tempi nuovi dell’eterna alleanza in cui il popolo potrà finalmente camminare nella libertà dello Spirito di Dio.
“Si avvicinava la Pasqua dei Giudei” (v.13): questa annotazione dice molto sul progresso del brano che porterà a mostrare la nuova Pasqua, quella di Cristo e dei cristiani. Anche l’accenno relativo agli animali “buoi e pecore” (v.14), all’interno del recinto del tempio, ha la funzione di sottolineare l’oggetto del sacrificio della Pasqua: anche questi animali saranno sostituiti dal nuovo “agnello pasquale”.
Gesù chiama il tempio “casa del Padre mio” (v.16): con questa affermazione egli fa notare una relazione particolare tra il Padre e la casa; la casa è il luogo dell’abitazione, il contenitore: ciò che sta all’interno deve manifestare l’identità dal padrone di casa. La presenza dei mercanti ha trasformato il volto di questa casa in luogo di commercio e non di presenza di Dio.
I Giudei(v.16) chiedono un segno che mostri il senso di ciò che Gesù ha fatto, ed Egli risponde:”Distruggete questo tempio e io in tre giorni lo farò risorgere” (v.19): viene usato il verbo della risurrezione non in relazione alla casa, ma a Colui che vi abita.
La risposta di Gesù ai Giudei è un velato annuncio dell’evento pasquale “Egli parlava del tempio del suo corpo”. Gesù morto e risorto è dunque il luogo di incontro, alleanza e comunione tra Dio e gli uomini.

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