Comunità Monastica Suore Oblate Benedettine di Santa Scolastica

Ora et labora

IL MONACO E IL GENDARME

marzo 28th, 2018

Il monaco e il gendarme
L’Osservatore Romano 26 marzo 2018
«Se mi capitasse un giorno (e potrebbe essere oggi) di essere vittima del terrorismo (…) vorrei che la mia comunità, la mia chiesa, la mia famiglia si ricordassero che la mia vita era donata a Dio e a questo paese (…) che sapessero associare questa morte a tante altre ugualmente violente lasciate nell’indifferenza dell’anonimato». Frère Christian de Chergé, priore del monastero di Notre-Dame de l’Atlas a Thibirine moriva martire con sei confratelli nel maggio del 1996 vedendo realizzato quanto aveva scritto nel suo testamento qualche anno prima.
Sulla soglia della settimana santa un altro francese, un altro cattolico ha versato il suo sangue di vittima innocente: Arnaud Beltrame è morto sabato 24 marzo in seguito alle ferite riportate durante l’attentato perpetrato a nome del cosiddetto stato islamico a Trèbes, una cittadina poco lontana da Carcassonne nel sud della Francia.
Un monaco e un tenente colonnello della gendarmeria francese, due storie di vita molto diverse eppure unite da un filo rosso comune. Giovane ufficiale dell’esercito francese era stato anche Christian de Chergé quando nel 1959 prestava servizio durante la guerra tra Francia e Algeria proprio nel paese per il quale morirà da monaco molti anni dopo; da giovane ufficiale è morto per la Francia chiedendo di essere preso in ostaggio al posto di una donna il tenente colonnello Arnaud Beltrame. Dietro la sua vita pare però celarsi una strada che la professione di gendarme lascia solo intravedere, quasi una vocazione che passa inaspettatamente per le mura di un monastero.
A darne chiara e toccante testimonianza è père Jean-Baptiste Golfier, canonico regolare della Madre di Dio all’abbazia di Lagrasse, poco lontano da dove viveva il giovane militare. Le sue parole sono state diffuse dalla diocesi di Carcassonne e Narbonne: «Ho conosciuto per caso durante una visita alla nostra abbazia, monumento storico nazionale, il giovane tenente colonnello Arnaud Beltrame e Marielle con la quale si era da poco sposato civilmente il 27 agosto 2016», afferma père Jean-Baptiste aggiungendo che la coppia aveva chiesto di essere preparata al matrimonio religioso che si sarebbe celebrato il prossimo 9 giugno. Le parole del monaco svelano poco a poco la storia di un’autentica conversione: «Nato da una famiglia poco praticante (…) ha ricevuto la prima comunione e la cresima dopo due anni di catecumenato nel 2010 (…). Dopo un pellegrinaggio a Sainte-Anne-d’Auray nel 2015, durante il quale ha chiesto alla Vergine Maria di poter incontrare la donna della sua vita, si è legato a Marielle, la cui fede è profonda e discreta». Seguirà, rende noto il monaco, un’assidua frequentazione dell’abbazia durante la quale Arnaud e Marielle «hanno passato molte ore a lavorare sui fondamenti della vita coniugale» che avrebbe ricevuto il definitivo compimento in un giorno d’estate ormai prossimo.
«Ho potuto raggiungerlo all’ospedale di Carcassonne verso le 21 di ieri sera — testimonia père Jean-Baptiste — era vivo ma non più cosciente. Ho potuto amministrargli il sacramento dei malati e la benedizione apostolica in articulo mortis». Con la sua Marielle accanto che prega, una medaglia miracolosa di rue du Bac appuntata alla spalla da un’infermiera «comprensiva e professionale» Arnaud si spegne nella giornata di sabato. «Egli sapeva, come ci ha detto Gesù, che non c’è amore più grande che dare la vita per i propri amici», un amore che nasce sia per Christian che per Arnaud alla scuola dell’essenzialità monastica, in quella palestra di spogliazione e di semplicità che può condurre a trovare la forza sovrumana del dono della vita e a far emergere quella luminosa gioia cristiana che riesce a squarciare le tenebre più spaventose.
di Ferdinando Cancelli

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