Comunità Monastica Suore Oblate Benedettine di Santa Scolastica

Ora et labora

LUCA E IL SUO VANGELO

novembre 20th, 2015

S. Luca è l’evangelista che ci accompagnerà in questo anno liturgico ‘C’. Vi presento la sua figura di evangelista.

IL VANGELO DI SAN LUCA

Luca – lo “scriba mansuetudinis Christi” come giustamente lo chiama Dante- e’ originario di Antiochia di Siria, medico, ex pagano convertito, che Paolo si associa nell’apostolato, chiamandolo ‘compagno di lavoro’ (Filemone 24). Nella sua citta’, Antiochia, infatti Luca aveva conosciuto Paolo, condotto la’ da Barnaba per formare alla fede la nuova e fiorente comunita’ composta da Ebrei e pagani convertiti (At 11,25ss).
Luca scrive il suo vangelo per i cristiani venuti del paganesimo, quando gia’ circolavano quelli di Marco e Matteo, per difendere la purezza del messaggio cristiano contro tutti gli errori. Egli non ha mai visto Gesù, ma si basa sui testimoni diretti, tra cui probabilmente alcune donne, fra le prime che risposero all’annuncio. C’è un’ampia presenza femminile nel suo vangelo.

Luca e’ l’unico evangelista che apre il suo vangelo presentandosi (1,1-4). Egli presenta se stesso come uno storico serio e un pastore zelante per la sua comunita’. Presenta la finalita’ della sua opera: aiutare la sua comunita’ a diventare adulta nella fede. Ci da’ infine notizie sul come ha lavorato facendo ricerche accurate e risalendo fino alle origini.
Nel Nuovo Testamento c’e’ un altro libro che si apre con un prologo simile, quello degli Atti degli Apostoli (At 1,1-2). Fin dall’antichita’ la Chiesa e’ stata concorde nell’attribuire a Luca entrambi i libri, in cui lo stile, la tematica e la struttura chiaramente convergono, e che formano come due parti di una stessa opera.
Luca possiede una buona cultura; lo si vede dal suo greco fluente ed elegante, dalla sua perfetta conoscenza della Bibbia scritta in greco, detta dei “Settanta”, ed infine dal come, di tanto in tanto, affiorano punti di contatto con il modo di scrivere degli storici greci del suo tempo.
Quando Luca sente parlare per la prima volta di Cristo ad Antiochia siamo, piu’ o meno, nel 37 D.C.
La Chiesa, a quell’epoca, e’ una minoranza esigua, perseguitata, ma e’ anche la Chiesa della prima generazione: entusiasta, piena di ardore missionario, in attesa del suo Signore che presto ritornera’ tra i suoi. E’ la Chiesa come emerge dagli Atti degli Apostoli.
Quando invece Luca scrive il Vangelo il quadro non e’ piu’ lo stesso. E’ la Chiesa della seconda generazione nella quale stanno emergendo alcuni elementi che la rendono piu’ vicina a noi: si scopre che non c’e’ solo il martirio del sangue ma anche quello della perseveranza, della fedelta’ costante nel tempo… una Chiesa in cui si riscontra l’esperienza del peccato, della stanchezza…
È a questa comunita’ che Luca si rivolge ricordando le parole e i fatti di Gesu’ (Vangelo) e l’entusiasmo della comunita’ primitiva (Atti). Si tratta di una autentica catechesi che sa inserire la testimonianza viva del Salvatore nella nuova situazione, in modo da illuminarla dall’interno.
A questa Chiesa che scopre la dimensione del peccato Luca propone il tema della conversione e della misericordia di Dio (7,36-50; 16,19-31; 19,1-10; cap. 15).
Davanti all’attesa del Regno che sembra venire frustrata, Luca rilancia il tema della gioia, perche’ il Regno non e’ solo un avvenimento da attendere, ma anche qualcosa gia’ presente di cui fin d’ora bisogna gioire (17,21; 1,44; 1,47; 2,10; 19,6; 24,41), ed e’ sintomatico che il suo vangelo termini proprio parlando di gioia e di lode (24,52ss).
Nello stesso tempo Luca ricorda alla sua comunita’ che il Regno di Dio e’ si’ in mezzo a noi ma ancora sotto il segno della croce. Per questo Luca organizza la parte centrale del suo Vangelo (9,51-19,28) come un grande “viaggio di Gesu’ dalla Galilea a Gerusalemme”, il luogo della croce e della Risurrezione.
Nello schema di questo viaggio egli colloca poi tutto un insieme di parole e fatti di Gesu’, per cui tale itinerario si trasforma in un vero e proprio “viaggio del discepolo che segue il suo maestro sulla via della croce”.
Se il vangelo di Marco può essere definito ‘il vangelo del catecumeno’ e quello di Matteo ‘il vangelo del catechista’ quello di Luca è quello del ‘discepolo di Cristo’,di colui che vuol seguire Cristo, nonostante tutto.
Un altro tema su cui Luca torna con insistenza e’ quello della poverta’ e dei poveri, al punto di legare inscindibilmente l’essere discepolo all’essere povero. Tra gli evangelisti, infatti, solo Luca riporta questa frase di Gesu’: “Chiunque di voi non rinuncia a tutti i suoi averi non puo’ essere mio discepolo” (14,33).
Probabilmente Luca ha davanti agli occhi le grandi ingiustizie sociali delle citta’ greche, ma anche l’individualismo che si annidava nelle comunita’ cristiane in via di espansione, o l’attaccamento ai beni terreni da parte di qualche cristiano che si era “stancato” di aspettare la venuta del Signore.
Per questo Luca presenta la poverta’ e la condivisione come segno della novita’ del Regno tra gli uomini e fermento di comunione fraterna (cf. At 2,44; 4,34)e di annuncio della salvezza universale( cf. 3,38, 2,11.14).Come Gesù può essere definito il missionario del Padre (vedi il suo Vangelo), così la chiesa è essenzialmente missionaria, perché partecipe della missionarietà di Gesù (vedi gli Atti degli Apostoli).
L’unitarietà dell’opera di Luca è evidenziata anche da questa corrispondenza tra la missione di Gesù e quella della Chiesa.
Un altro tema frequente di Luca e’ quello della preghiera. Una preghiera insistente (11,5-8; 18,1-6) che si modella su quella di Gesu’, sovente colto in preghiera dal racconto di Luca. Una preghiera infine legata molte volte al dono dello Spirito Santo, che il Padre da’ appunto a coloro che glielo chiedono (11,13).
Due gli aspetti centrali del pensiero lucano (vangelo ed Atti):
a) Cristo come centro di tutta la storia e del cosmo;
b) La Chiesa come prosecuzione di Cristo (Atti).
Questi due temi, centrali in Luca, gli derivano dall’essere stato alla scuola di Paolo.

L’ordine della narrazione del vangelo di Luca segue fondamentalmente la sequenza stabilita da Marco, ma il nostro distingue più chiaramente che Marco e Matteo i periodi della missione di Gesù. I racconti dell’infanzia, come un preludio a tutto il vangelo, offrono un riassunto del ministero di Cristo. Segue poi il tempo di Giovanni Battista, del ministero di Gesù in Galilea, il grande viaggio fino a Gerusalemme: entrata trionfale, ultima settimana, apparizioni del risorto.
Luca narra a cerchi concentrici il diffondersi del messaggio e del mistero di Cristo attraverso gli Apostoli, i discepoli, i diaconi e i fedeli, presentando prima la Chiesa di Gerusalemme, poi le prime missioni in Palestina e dintorni, poi le grandi missioni apostoliche di Paolo.

Schema del Vangelo di San Luca:

1) Prologo 1,1-4
2) Nascita ed infanzia di Gesu’ 1,5-2,52
3) Ministero di Gesu’ in Galilea 3,1-9,50
4) Viaggio di Gesu’ a Gerusalemme 9,51-19,27
5) Entrata trionfale e ultima settimana 19,28-23,56
6) Risurrezione e apparizioni di Gesu’ 24,1-53.

Luca, abbiamo detto, è chiamato da Dante “scriba della mansuetudine di Cristo”.
In effetti tutta la sua opera converge intorno a questo messaggio, che può essere ritenuto il ‘vangelo dentro il suo vangelo’. E’ questa l’unica vera ‘bella notizia’ che Luca sente di dover trasmettere all’umanità intera, e a servizio di essa egli pone la sua capacità di storico, la sua arte letteraria, la sua fede di discepolo.
Secondo un’antica leggenda, Luca sarebbe stato anche pittore e, in particolare, autore di numerosi ritratti della Madonna. Altre leggende dicono che, dopo la morte di Paolo, egli sarebbe andato a predicare fuori Roma; e si parla di molti luoghi. Di troppi… In realtà, nulla sappiamo di lui dopo le parole di Paolo a Timoteo dal carcere: “Solo Luca è con me” (2 Tim. 4,11): è questa l’ultima notizia certa dell’evangelista. Ma il Vangelo di Luca continua ad essere annunciato insieme a quelli di Matteo, Marco e Giovanni in tutto il mondo, e con esso gli Atti degli Apostoli, che formano col vangelo un racconto comune.