Comunità Monastica Suore Oblate Benedettine di Santa Scolastica

Ora et labora

S. PASQUA ‘B’

marzo 27th, 2018

01 aprile 2018
LECTIO DIVINA

PASQUA DI RISURREZIONE

Dal Vangelo secondo Giovanni 20, 1-9

In tutti i racconti pasquali, il venire alla fede è descritto attraverso tre momenti fondamentali: vedere, credere, comprendere la Scrittura.
Al centro del nostro racconto c’è la scoperta di un sepolcro vuoto e la corsa dei tre discepoli di Gesù: Maria, Simon Pietro e il discepolo amato, ciascuna con un significato diverso, poiché in ognuno di essi è rappresentato un momento diverso del divenire testimoni del Risorto.
Il giardino del sepolcro custodisce le orme di coloro che lo hanno visitato in quel mattino di Pasqua.
Maria, la Maddalena, è la prima a giungere al sepolcro: il suo andare dietro a Gesù arriva fino alla tomba, fino alla soglia della morte. Ma non basta andare: la donna corre al buio. A differenza dei sinottici, dove la scoperta avviene all’alba, siamo ancora nella notte della fede e per Maria il sepolcro vuoto è solo motivo di preoccupazione e paura.
Simon Pietro corre al sepolcro, e vi entra per primo. Ciò che conta per lui è vedere, constatare di persona.
Il vangelo presenta, con i tre personaggi del racconto, un cammino di fede che è anche un cammino del ‘vedere’: un vedere che vede invisibile.
L’affermazione finale : “Non avevano ancora compreso la Scrittura, che egli cioè doveva risuscitare dai morti” (v.9), si riferisce a Pietro e a Maria: neppure il vedere basta alla fede. Insieme con la Maddalena, Pietro rappresenta l’incapacità del cuore e della ragione umana a raggiungere la fede nella Risurrezione con le sole proprie forze: deve ancora avvenire per loro il passaggio verso
Il chiarore della fede, verso la luce di una visione chiara.
Dell’altro discepolo, quello che Gesù amava, sappiamo che udì le parole della Maddalena, che uscì con Pietro ma corse più veloce e giunse per primo al sepolcro, ma non entrò subito; entrato in seguito “vide e credette” (v.8). Vi è nel ‘discepolo amato’ la fede che nasce dall’amore.
E’ l’amore, non tanto la giovane età, a farlo correre forte; ed è ancora un atteggiamento d’amore il portare rispetto per quel discepolo scelto dal Maestro ad essere ‘pietra’ della comunità. E’ l’amore, infine, quello che di colpo afferra il significato dei segni e conduce così alla fede.
Noi possiamo scegliere di restare, come Maria, sulla soglia del sepolcro vuoto, oppure di fermarci, come Pietro alla constatazione dei fatti. Ma possiamo, come l’altro discepolo, molto simile a noi che, pur non avendo visto abbiamo creduto e oggi celebriamo la Risurrezione del Signore, decidere di andare oltre la soglia dell’evidenza e della ragione.

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