Comunità Monastica Suore Oblate Benedettine di Santa Scolastica

Ora et labora

SOLENNITA’ DEL CORPUS DOMINI ‘B’

maggio 29th, 2018

03 GIUGNO 2018
LECTIO DIVINA

SOLENNITA’ DEL CORPUS DOMINI ‘B’

Dal Vangelo secondo Marco 14,12-16; 22-26
“Il primo giorno degli Azzimi, quando si immolava la Pasqua, i suoi discepoli gli dissero:”Dove vuoi che andiamo a preparare perché tu possa mangiare la Pasqua?”… Mentre mangiavano prese il pane e, pronunziata la benedizione, lo spezzò e lo diede loro… Poi prese il calice e rese grazie…”

“Questo è il mio sangue, il sangue dell’alleanza”: le parole pronunciate da Gesù sul calice della cena pasquale sono quasi il motivo dominante attorno a cui è stato costruito l’odierno legionario. L’eucaristia viene letta nella sua duplice dimensione: trascendente e sacrificale ( il sangue della croce e della morte e la glorificazione pasquale), immanente e mistica ( la comunione tra Dio e l’uomo nella pienezza dell’alleanza) (G.Ravasi).
L’ Eucaristia è ‘mistero della fede’. Solo la fede, infatti, può farci affondare lo sguardo oltre la barriera sensibile. Essa è il pasto per il tempo intermedio tra la Pasqua e la parusia, è il sacramento dell’amore di Dio. Tra la memoria di Cristo e l’attesa di Lui, l’Eucaristia fa per il credente il luogo ove vivere come Lui ha vissuto.
Essa è il cuore della chiesa: da essa infatti il corpo ecclesiale viene edificato e plasmato.
Marco ci presenta la cena eucaristica in un quadro costruito su un’antitesi: Giuda e i sacerdoti sono il simbolo del rifiuto, i discepoli rappresentano invece la comunità riunita attorno all’eucaristia.
L’iniziativa parte da Gesù che fa imbandire la sua cena (vv.12-16).
Gesù, attraverso le nuove parole che accompagnano la pasqua ebraica, indica il dono nuovo di Dio, il corpo e il sangue del nuovo sacrificio, il sangue della nuova alleanza. Nella solitudine della “grande sala al piano superiore” (v.15) nasce la comunità vincolata a Dio in un modo nuovo e ineffabile. Essa, celebrando la cena eucaristica pasquale, si prepara a ‘passare’ con Cristo alla cena perfetta del Regno (v.25). E’ in questa cena che la comunità si riconosce legata a Dio per sempre e unita al suo interno da un amore e da una fraternità che non si possono distruggere.

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