Comunità Monastica Suore Oblate Benedettine di Santa Scolastica

Ora et labora

ALMANYA

novembre 13th, 2014

“ ALMANYA – LA MIA FAMIGLIA VA IN GERMANIA”

 

Questo bellissimo film termina proponendo una riflessione che ne dà la chiave di lettura: “Una volta un saggio, alla domanda su chi oche cosa siamo noi, rispose così: siamo la somma di tutto quello che è successo prima di noi, di tutto quello che è accaduto davanti ai nostri occhi, di tutto quello che ci è stato fatto. Siamo ogni persona ,ogni cosa la cui esperienza ci abbia influenzato, o che la nostra esistenza abbia influenzato, siamo tutto ciò che accade dopo che non esistiamo più, e ciò che non sarebbe mai accaduto se non fossimo mai esistiti”. Questo è Almanya, la piccola commedia che sa far sorridere ma anche molto pensare.

E’ la storia, narrata dalla zia Canan al più piccolo di una famiglia allargata, di origine turca, che da tre generazioni si è trasferita in Germania per lavoro.

Il piccolo splendido coprotagonista, Cenk, con le sue domande – che tradiscono il dilemma di una identità non chiara (“sono turco o tedesco?”), dà lo spunto per il racconto – che intreccia il presente e il passato – delle difficoltà provate ad entrare in un mondo totalmente ‘altro’ e nello stesso tempo dell’adattarsi ad una mentalità che, pur rimanendo fondamentalmente estranea, attira e intriga.

Un film che aiuta a capire ciò che provano i tanti che giungono da paesi lontani, dove tutto è tanto diverso.

Simpatico ed emblematico il racconto della ‘scoperta’ che in Germania gli uomini non hanno i baffi… I ragazzi di casa chiedono al papà di tagliarli, ma per lui la proposta è inaccettabile…

Tanti sono gli episodi che evidenziano l’altalenare di impressioni, sentimenti, disagi e adattamenti.

Ho trovato molto bello anche il dialogo che avviene tra lo zio e il piccolo Cenk, che gli chiede dove sia finito il nonno, morto da poco. E lo zio glielo spiega con una metafora originale, poetica e- a mio parere- ‘ortodossa’:

“Dov’è finito il nonno?…”

“Ti ricordi di quando abbiamo parlato dell’acqua, di come può cambiare forma? Ecco: a una temperatura normale come adesso, l’acqua è un liquido che scorre. Quando fa freddo si trasforma in ghiaccio, quando la fai bollire invece evapora e si disperde nel cielo… Quello che cerco di dire è che noi siamo un po’ come l’acqua. Non importa che forma abbiamo, noi ci siamo sempre. Hai capito?”.

“Sì, il nonno è evaporato!”.

“Sì, qualcosa del genere”.

Trovo che “Almanya” sia un piccolo grande film che merita di essere visto e fatto vedere perché trasmette messaggi davvero attuali e profondi, che sollecitano la riflessione.

“Cercavamo dei lavoratori, sono arrivate delle persone”, è il monito che accompagna i titoli di coda  e che, a completamento della riflessione che attraversa tutto il film, ci lascia pensosi sul destino di chi, dovendo emigrare, cerca di integrarsi in una nuova cultura.