Comunità Monastica Suore Oblate Benedettine di Santa Scolastica

Ora et labora

DOMENICA DELLE PALME ‘A’

Aprile 10th, 2014

13 aprile 2014  

DOMENICA DELLE PALME  ‘A’

Passione del Signore secondo S. Matteo  (Mt.26,14 – 27,66)

 

L’entrata di Gesù in Gerusalemme è posto da  Matteo – che cita Zaccaria 9.9 – sotto il segno del compimento di quanto hanno detto i profeti.

Questa è la domenica che ci invita ad entrare festosamente nel mistero della morte e risurrezione di Gesù. Il mistero della gloria ha prima l’aspetto dell’abbassamento, poi dell’esaltazione che supera ogni immaginazione.

Gesù non è travolto dal male del mondo, ma travolge il mondo col suo amore; si proclama Messia davanti al sinedrio composto di non credenti, mentre la fede è espressa dal centurione.

Gesù traccia un cammino che va seguito senza dormire, come invece hanno fatto i discepoli.

Il racconto della passione secondo Matteo segue essenzialmente quello dell’evangelista Marco, con l’intento di mostrare che Israele respinge Cristo, i discepoli lo tradiscono e abbandonano. Gesù stesso è tentato al Getzemani, eppure, attraverso tutti questi eventi, il piano di Dio si compie: è la risurrezione.

Matteo, fedele a Marco, opera però delle modifiche con lo scopo di esporre più chiaramente il significato degli avvenimenti che si stanno compiendo:

1-      Il Getzemani (Mt..26,52-54): Gesù ha il potere di sottrarsi alla consegna, ma si lascia consegnare consapevolmente, per adempiere la Scrittura. Matteo vuole sottolineare che la sua morte non è un incidente di percorso, ma una scelta cosciente e libera.

2-      Il suicidio di Giuda (Mt.27,3-10): nel giudizio che si compie attraverso la morte che il discepolo si procura, Matteo offre una catechesi sulla gravità del tradimento che si annida all’interno della stessa comunità dei credenti.

3-      L’intervento di Pilato e di sua moglie in favore di Gesù ( 27,19. 24-25) accentuano la responsabilità di Israele che chiede ostinatamente la sua morte, mentre il mondo pagano fa un tentativo per salvarlo. Tutto il testo è percorso da un intento missionario.

4-      L’apparizione dei morti risuscitati (27,52-53): è il passo teologicamente più denso di tutto il racconto. Matteo vuole evidenziare che la morte di Gesù non è la fine, ma l’inizio della vita.

5-      Le guardie davanti alla tomba (27, 62-66): questo episodio evidenzia l’inutile sfida degli uomini nei confronti di Dio.

Non c’è parola o gesto di Gesù che non sia da iscrivere nella logica della vita offerta, e le chiarificazioni che Matteo compie nei confronti del racconto di Marco fanno scendere cinque lame di luce sulle scene cupe e drammatiche della passione.

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