Comunità Monastica Suore Oblate Benedettine di Santa Scolastica

Ora et labora

DOMENICA DELLE PALME ‘A’ Passione del Signore secondo S. Matteo (Mt.26,14 – 27,66)

Marzo 31st, 2020

L’entrata di Gesù in Gerusalemme è posto da Matteo – che cita Zaccaria 9.9 – sotto il segno del compimento di quanto hanno detto i profeti. Questa è la domenica che ci invita ad entrare festosamente nel mistero della morte e risurrezione di Gesù. Il mistero della gloria ha prima l’aspetto dell’abbassamento, poi dell’esaltazione che supera ogni immaginazione. Gesù non è travolto dal male del mondo, ma travolge il mondo col suo amore; si proclama Messia davanti al sinedrio composto di non credenti, mentre la fede è espressa dal centurione. Gesù traccia un cammino che va seguito senza dormire, come invece hanno fatto i discepoli. Il racconto della passione secondo Matteo segue essenzialmente quello dell’evangelista Marco, con l’intendo di mostrare che Israele respinge Cristo, i discepoli lo tradiscono e abbandonano. Gesù stesso è tentato al Getzemani, eppure, attraverso tutti questi eventi, il piano di Dio si compie: è la risurrezione. Matteo, fedele a Marco, opera però delle modifiche con lo scopo di esporre più chiaramente il significato degli avvenimenti che si stanno compiendo: 1- Il Getzemani (Mt..26,52-54): Gesù ha il potere di sottrarsi alla consegna, ma si lascia consegnare consapevolmente, per adempiere la Scrittura. Matteo vuole sottolineare che la sua morte non è un incidente di percorso, ma una scelta cosciente e libera. 2- Il suicidio di Giuda (Mt.27,3-10): nel giudizio che si compie attraverso la morte che il discepolo si procura, Matteo offre una catechesi sulla gravità del tradimento che si annida all’interno della stessa comunità dei credenti. 3- L’intervento di Pilato e di sua moglie in favore di Gesù ( 27,19. 24-25) accentuano la responsabilità di Israele che chiede ostinatamente la sua morte, mentre il mondo pagano fa un tentativo per salvarlo. Tutto il testo è percorso da un intento missionario. 4- L’apparizione dei morti risuscitati (27,52-53): è il passo teologicamente più denso di tutto il racconto. Matteo vuole evidenziare che la morte di Gesù non è la fine, ma l’inizio della vita. 5- Le guardie davanti alla tomba (27, 62-66): questo episodio evidenzia l’inutile sfida degli uomini nei confronti di Dio. Non c’è parola o gesto di Gesù che non sia da iscrivere nella logica della vita offerta, e le chiarificazioni che Matteo compie nei confronti del racconto di Marco fanno scendere cinque lame di luce sulle scene cupe e drammatiche della passione.