Comunità Monastica Suore Oblate Benedettine di Santa Scolastica

Ora et labora

I DOMENICA DI AVVENTO “B”

Novembre 24th, 2020

29  novembre 2020

I  DOMENICA  DI  AVVENTO  “B”

Dal Vangelo secondo Marco, Capitolo 13, versetti 33-37

“ Dico a tutti: vegliate”

 Inizia l’Avvento, e il Vangelo ci propone un discorso ‘escatologico’. Nei pochi versetti del Vangelo di oggi, ai quali imprime il suo stile personale, Marco presenta Gesù nell’atto di invitare i discepoli alla vigilanza di ogni istante.

Non vi è dubbio: ‘vigilare’, cioè vivere alla luce e nella forza della parusia del Signore è per tutti i discepoli di Gesù una necessità vitale: chi ama Gesù, infatti, non può non desiderare con tutto il cuore il suo ritorno, e attenderlo con trepidazione.

Quando verrà il “Signore della casa”, per visitare i suoi e chiedere conto della loro fedeltà?

In momenti ben precisi:

la sera” (v.35) = il momento in cui uno dei dodici l’avrebbe consegnato (Mc.14,17);

“ a mezzanotte” (v.35) =  il momento in cui Gesù viene interrogato dal sommo sacerdote (14,60-62);

“ al canto del gallo” = quando Pietro lo rinnega (14,72);

“ il mattino “ = l’ora in cui il sinedrio consegna Gesù a Pilato (15,1).

Vediamo chiaramente che il nostro brano si allinea chiaramente sugli avvenimenti della Passione di Gesù.

Se Matteo e Luca preferiscono l’immagine del ladro che agisce di sorpresa, Marco preferisce insistere sulla vigilanza.

Vigilare è avere un cuore sveglio per accogliere colui la cui venuta è continuamente presente.  E questo appello non è solo rivolto ai discepoli, ma a tutti (v.37).

La vigilanza assume nella nostra parabola un grande rilievo. Essa è innanzitutto attenzione e prontezza. In tutto il Cap.13 del Vangelo di  Marco “vigilare” significa avere la propria vita segnata da Colui che viene: questo atteggiamento, che ci tiene saldamente ancorati a Cristo Gesù, non ha niente a che vedere con l’indifferenza verso quanto ci circonda, ma ci pone in un atteggiamento di sana libertà verso il mondo presente, che ha sete di prestigio ed esorcizza la sofferenza e la morte, essa porta infatti ad un ricordo della morte non disperato, ma vissuto nella luce del Signore che viene.

Ha affermato abba Poemen (un padre del deserto) “Non abbiamo bisogno di nient’altro che uno spirito vigilante”.

Nell’umile realtà quotidiana, ed in particolare in questo tempo di Avvento, dobbiamo dunque tenere lo sguardo fisso in avanti, sempre ‘oltre’, verso il mondo che viene, verso il Giorno che si avvicina e non avrà più fine.