Comunità Monastica Suore Oblate Benedettine di Santa Scolastica

Ora et labora

III DOMENICA AVVENTO B

Dicembre 9th, 2020

13 dicembre 2020     

III DOMENICA AVVENTO “B”

Dal vangelo secondo Giovanni 1,6-8. 19-28

Questa domenica è dedicata tradizionalmente alla gioia: è la domenica ‘Gaudete’, nome preso dalla prima parola dell’antifona d’Ingresso della Messa: ”Rallegratevi sempre nel Signore”. Il motivo della gioia è la prossimità della festa della nascita del Signore.

Tuttavia, il protagonista del brano evangelico è Giovanni Battista. Il suo compito non è qui tanto di essere il precursore. Nel vangelo di Giovanni egli è sempre il ‘testimone’ che impegna la sua voce, le sue forze, la sua vita perché gli uomini si decidano a favore di Cristo.

Il testimone è colui che suscita il desiderio della presenza di Colui che egli testimonia, è colui che porta i fratelli ad interrogarsi, è una persona capace di suscitare domande.

Il Battista non è la luce, ma solo, come dirà Gesù, la lampada che arde (Gv.5,35), che testimonia la luce vera. Egli non è la Parola incarnata, ma solo la voce che proclama la via con la purificazione dei peccati e la conversione a Dio. Legato strettissimamente a Gesù rifiuta per sé la messianicità, ma la proclama per Gesù: egli accentra tutta l’attenzione su colui che deve venire.

Dopo aver rifiutato il titolo di Messia, Giovanni si distanzia con un chiaro no anche da altre figure messianiche e agli inviati che insistono per sapere positivamente chi pretenda di essere, Giovanni risponde con una citazione scritturistica tratta da Isaia (40,3). Egli si definisce “voce di uno che grida”, cioè il testimone di colui che sta per venire dopo di lui, e dà insieme una risposta che pone anche il suo battesimo alla luce di colui che deve venire dopo di lui.

Quello del Battista non è un battesimo del tempo della salvezza, ma solo un battesimo nell’acqua, un semplice rito di iniziazione perché ogni uomo si disponga ad accogliere la rivelazione del salvatore d’Israele. Infatti “sta in mezzo a voi uno che voi non conoscete” (v.26). Giovanni lo ha conosciuto perché Dio stesso glielo ha rivelato, eppure egli non ne proclama mai il nome davanti agli inviati del sinedrio. In questo modo sulle parole”che voi non conoscete” grava un’ombra oscura: essi non saranno partecipi della rivelazione di Dio perché manca loro anche la disposizione ed accoglierla.

Nella domenica della gioia risalta netta la figura di Giovanni Battista. E’ lui il testimone, il dito puntato su Gesù ad indicare la luce vera. Egli testimonia Colui che ha conosciuto, di cui ha fatto esperienza; egli si trova inevitabilmente in contrapposizione con coloro che, invece, che, pur non avendolo conosciuto, pensano di sapere tutto su Dio. In questo scontro si intravede già la dinamica ‘accoglienza-rifiuto’ che caratterizzerà l’ingresso del figlio di Dio nel mondo, e tutta la sua missione.

A noi, comunità cristiana, la Parola ascoltata indica il motivo profondo della gioia: la venuta del Signore è vicina. Gesù è il volto visibile di un Dio che si fa prossimo all’umanità.