Comunità Monastica Suore Oblate Benedettine di Santa Scolastica

Ora et labora

IV DOMENICA ‘C’

Gennaio 30th, 2019

3 febbraio 2019
IV DOMENICA C *

Lc. 4, 21-30
“…..Nessun profeta è bene accetto nella sua patria….All’udire queste cose tutti nella singoga si riempirono di sdegno. Si alzarono e lo cacciarono fuori dalla città….”

Il vangelo di oggi, che segue immediatamente il brano letto domenica scorsa, ci presenta le diverse reazioni nei confronti di Gesù che nella sinagoga a Nazaret si è manifestato come colui che compie le Scritture. Allo stupore fa presto seguito lo scetticismo e l’ostilità: così erano già stati trattati i profeti.
Dall’atteggiamento dei suoi concittadini emerge la perplessità di chi resta scettico e sconcertato di fronte allo scarto tra l’origine di Gesù, a loro apparentemente nota, e il suo auto definirsi il messia che porta a compimento il testo di Isaia appena proclamato,
Con un proverbio molto diffuso nell’antichità: “medico cura te stesso”, i nazaretani chiedono a Gesù di compiere anche a Nazaret qualche prodigio a loro favore, ma Gesù risponde al loro proverbio con un altro proverbio: “nessun profeta è ben accetto nella sua patria”, e cita Elia ed Eliseo, costretti a cercare in terra straniera quella fede che il popolo eletto negava al suo Signore.
L’episodio di Elia che restituì la vita al figlio di una vedova fenicia (1 re 17) e quello di Eliseo che guarì dalla lebbra un funzionario arameo (2 Re 5) diventano tipologie utili alla lettura della missione di Gesù profeta.
L’episodio si conclude in modo drammatico. Luca non solo descrive l’espulsione di Gesù dalla propria comunità, ma parla addirittura di un tentativo da parte dei suoi concittadini di una sua eliminazione fisica. Il loro linciaggio, per ora, non avrà esito poiché Gesù si sottrae misteriosamente a coloro che le hanno condotto fino al precipizio. Per ora Gesù si mette in cammino per continuare la sua missione nelle città e nei villaggi della Galilea.
Ma questo sviluppo drammatico prelude al Messia crocifisso, pietra scartata dai costruttori, salvata e glorificata da Dio (Atti 3, 13 ss.).
Noi siamo invitati a riconoscere nella sua sorte il dramma dell’umanità intera che accetta o respinge la salvezza di Dio.