Comunità Monastica Suore Oblate Benedettine di Santa Scolastica

Ora et labora

LECTIO XXI DOMENICA C

Settembre 3rd, 2013

25 agosto 2013

XXI DOMENICA  C*

Lc. 13, 22-30

La domanda dell’anonimo interlocutore “Signore, sono pochi quelli che si salvano”, apparentemente ingenua, può invece sottintendere diversi significati. Può esprimere il desiderio sincero che nessuno dei nostri fratelli vada perduto, ma può anche rivelare una immagine distorta della fede, che riduce Dio al ruolo di un notaio intento a tenere la contabilità dei nostri meriti.

Gesù non è disposto a soddisfare la curiosità del suo interlocutore, ma preferisce purificare la domanda alla radice, spostando l’attenzione sul presente, ed afferma che per tutti la salvezza si gioca nel giusto rapporto con la sua persona.

L’ingresso nel Regno richiede decisione e lotta, come avverrà nell’orto degli Ulivi, dove Luca parlerà di ‘agonia’.

La parabola che segue riprende l’immagine della porta, che viene chiusa dal ‘padrone di casa’ da identificare con lo stesso Gesù.

L’immagine usata da Luca fa riferimento alla pesane porta della città, che veniva chiusa all’avvicinarsi della notte. Quando la porta principale è chiusa, per i ritardatari e per le urgenze c’è una piccola apertura accessibile a una persona per volta. Secondo Gesù dunque la decisione da prendere è quella dell’ultima possibilità offerta dalla porta stretta, a chi non ha saputo entrare in tempo dalla porta grande.

Dunque la risposta di Gesù a chi lo interrogava è questa: per entrare nel Regno è necessario passare per la porta del vangelo, andare verso di Lui, che altrove ha dichiarato di essere lui stesso la porta (Gv. 10, 7.99.

“Non vi conosco, non so di dove siete” è la dura risposta riservata agli esclusi. Essi hanno avuto la possibilità di stare vicini al Maestro, ma non hanno compreso il suo insegnamento, e Gesù non può riconoscere coloro che non si sono convertiti alla novità del Vangelo.

Dopo aver chiesto il rigore della fede, Gesù annuncia l’universalità della salvezza: “verranno da oriente e da occidente”, dichiarando così che il Regno di Dio è aperto a tutti. E’ questa un forte critica al privilegio che Israele arroga a sé.

La parola di Gesù suona come invito anche per noi a guardare con occhio nuovo i tanti fratelli appartenenti ad altre religioni e culture.

Il nostro brano culmina con il corteo degli eletti, il pellegrinaggio delle nazioni, poiché per il Padre misericordioso non esistono vicini e lontani, primi ed ultimi, ma solo figli amati, che egli vuole riuniti in una sola famiglia umana,