Comunità Monastica Suore Oblate Benedettine di Santa Scolastica

Ora et labora

L’INCREDIBILE STORIA DELL’ISOLA DELLE ROSE

Gennaio 23rd, 2021

Regia di Sydney Sibilia

Questo film, originale e accattivante, mi ha riportata con piacere nel clima del 1968, che anch’io ho vissuto con entusiasmo. Si parla appunto dell’ anno del Maggio francese, della nascita del Movimento Studentesco e, come insegna la Storia, anche dell’isola di Giorgio Rosa  che appartiene ad un periodo utopico destinato a morire.

La storia -tratta da un fatto realmente avvenuto – narra di Giorgio Rosa, un giovane ingegnere neolaureato e ‘visionario’, che un giorno con un suo amico, decide di crearsi un suo mondo, fatto di regole sue che non seguono altro che la libertà. Questo mondo è un’isola galleggiante, posta di fronte a Rimini, ma in acque internazionali, che in poco tempo diventa uno stato indipendente, che somiglia più ad un lido balneare, in cui la gente, prevalentemente giovane che proviene numerosa anche da fuori Italia, beve, balla, si diverte e si sente libera, e che diventa appunto un caso internazionale.

Si tratta di una favola divertente e ironica, che racconta la tensione verso la libertà con personaggi caricati nei loro caratteri principali, con non pochi riferimenti ironici a quell’Italia del dopo guerra fatta di diffidenze, razzismo e perbenismo.

Questa rincorsa verso la libertà diventa quindi un’ossessione sia per i protagonisti che se la vogliono tenere stretta, che vogliono guardare sempre oltre in modo scanzonato, con un pizzico di follia, sia per il Governo che cerca in tutti i modi di impedirlo loro.

Il cast è molto valido: in esso spiccano Elio Germano, ottimo protagonista, capace di attirare subito la simpatia dello spettatore, e Luca Zingaretti nel ruolo di Giovanni Leone. Zingaretti è – come sempre – semplicemente perfetto, soprattutto nei tratti comici del p0ersonaggio. Il resto dell’ottimo cast è relegato sullo sfondo, cosa che mi sembra attenui la potenza del film stesso: un’ode alla libertà più assoluta, all’indipendenza, all’accoglienza di naufraghi, disertore e di tutti quanti vengono considerati dalla società ‘non normali’.

La storia di Giorgio Rosa comunque mi ha divertito e coinvolto, perché curiosa e accattivante nella sua atmosfera fluida, favolistica ed ironica.