Comunità Monastica Suore Oblate Benedettine di Santa Scolastica

Ora et labora

MIRACOLO A LE HAVRE

Gennaio 15th, 2019

Un film di Aki Kaurismäki .MIRACOLO A LE HAVRE
Il bellissimo film “Miracolo a Le Havre” è un miracolo di poesia e disincanto, ottimismo e amarezza. Il finale si preoccuperà di illuminare il concetto con uno splendido e improbabile ciliegio in fiore: un altro mondo è possibile, o ci verrebbe davvero un miracolo perché una storia come quella di Idrissa (il ragazzo di colore salvato da Marcel) accadesse nella realtà? Entrambe le cose, sembra dire il regista: il cancro che affligge il nostro modo di vivere e di agire è a un livello più che mai avanzato, ma “restano i miracoli”.
Il regista non chiude gli occhi di fronte al dolore del mondo: parla di povertà, di immigrazione clandestina, di repressione, di malattia. Ma poi chiede al cinema di cambiare le carte in tavola.
Ogni tanto, in mezzo agli orrori e alle ingiustizie, qualcosa che provi a riconciliare con la parte buona dell’umanità, ci deve pur essere. Il regista sceglie di affrontare un tema serio e grave come l’immigrazione con una curiosa fiaba urbana, dove i cattivi sono facilmente riconoscibili, i poliziotti hanno un cuore, l’anonimato non esiste, si può essere felici anche con poco, con il gusto semplice per le cose belle (un mazzo di fiori, un tramonto, una passeggiata) che ripaga delle difficoltà della vita.
In questo film delicato e toccante del regista finlandese – i cui eroi sono sempre i perdenti e gli esclusi secondo la mentalità corrente – tutto sembra volto al bene; ogni cosa pare magicamente andare come dovrebbe: le persone si aiutano tra loro, la solidarietà non è una parola vuota ma uno stile di vita, persino chi deve far rispettare le leggi rifiuta come può di applicare quelle ritenute ingiuste appellandosi al buonsenso e alla propria coscienza. Kaurismäki – grazie a una sceneggiatura leggera ma non banale, vuole convincerci che, sì, i miracoli possono accadere.. “Ottimismo è, quindi, la parola chiave. Ma forse ancora di più lo è fiducia. Una fiducia che si traduce nella speranza che le cose possano cambiare, che il mondo possa diventare un posto migliore. Così il bel film ‘Miracolo a Le Havre’ – apprezzato a Cannes, dove ha ricevuto il premio della critica e la menzione speciale della giuria ecumenica – ci chiede, con grande poesia e non senza ironia, di gettare uno sguardo positivo sulla realtà, nonostante le difficoltà, e di confidare ancora negli uomini, nella loro capacità di fare la cosa giusta.” (Gaetano Vallini, ‘L’Osservatore Romano’, 3 dicembre 2011) Un film attualissimo oggi anche se girato nel 2011. Un film che tutti dovrebbero vedere e sul quale commuoversi, ma sopratutto riflettere. Un film sull’oggi ma non solo per l’oggi, per tutte le stagioni. Potrebbe essere catapultato nel passato o proiettato tra cento anni.