Comunità Monastica Suore Oblate Benedettine di Santa Scolastica

Ora et labora

Pasqua B

Marzo 30th, 2021

04 aprile 2021

PASQUA DI RISURREZIONE

Dal Vangelo secondo Giovanni, Capitolo 20, versetti1-9

Tutti corrono, in questa pagina dl Vangelo di Giovanni: corre Maria di Magdala, corre Pietro e corre anche più forte l’altro discepolo. Probabilmente l’evangelista sottolinea questo fatto per dirci che la Pasqua dovrebbe costituire un avvenimento così straordinario da far correre verso il sepolcro vuoto tutti coloro che ne hanno sentito parlare.

Il racconto della resurrezione che ci presenta Giovanni è composto di due momenti distinti:

  1. 2-9 : l’episodio della tomba vuota;
  2. 10-18: l’apparizione a Maria di Magdala.

In tutto il capitolo 20 del suo Vangelo, Giovanni è interessato a sottolineare l’itinerario di fede dei discepoli.

Egli ci presenta tre personaggi. Per prima è nominata Maria di Magdala che sarà, nel brano successivo, spinta dal suo desiderio e dal suo amore, la prima ad incontrare il Risorto. Giovanni ricorda la sua corsa verso i discepoli, che vengono così avvertiti della novità: la pietra del sepolcro è stata rotolata via.

Pietro e Giovanni, i due apostoli che corrono per primi al sepolcro, sono presentati in coppia, ma Giovanni, che pure lascia che Pietro entri per primo, è in realtà il primo a capire e a credere. La sua visione è infatti animata dall’intuizione spirituale: per il salto della fede, per vedere la vita nel luogo della morte, bisogna credere alle Scritture (cf. v.9). poiché di Gesù restano solo i segni del corpo assente mentre la Scrittura è sempre memoriale di un Vivente.

Non dobbiamo pensare che ci sia qui un contrasto tra ‘istituzione’ e ‘profezia’. Tuttavia l’evangelista vuol farci capire che l’autorità (Pietro), anche se ha la precedenza, ha bisogno di essere guidata dall’amore (Giovanni, ‘il discepolo che Gesù amava’), per capire e credere pienamente.

In tutto il brano l’evangelista sottolinea l’ignoranza dei discepoli che “non avevano ancora compreso la Scrittura”. Ciò per far capire che la risurrezione non è un evento prevedibile umanamente: neppure quelli che avevano vissuto con Gesù se la aspettavano .

Solo il discepolo prediletto “vide e credette”, solo lui capisce che l’assenza del corpo nel sepolcro rinvia a un mistero ben più grande. Le bene e il sudario sono un altro dei ‘segni’ che orientano a leggere, attraverso i fatti, la presenza di Dio.