Comunità Monastica Suore Oblate Benedettine di Santa Scolastica

Ora et labora

SACRA FAMIGLIA C

Dicembre 27th, 2021

26 DICEMBRE 2021 

SACRA FAMIGLIA  C

Lc. 2, 41-52

Mai come oggi si sente la necessità di modelli positivi per le famiglie. La famiglia di Nazaret ci consegna, nel vangelo, un  messaggio importante: non c’è contraddizione tra obbedienza e libertà. L’obbedienza è la forma dell’appartenenza, la libertà è dono di sé a servizio dell’altro. E la famiglia è la prima comunità nella quale imparare e vivere questa verità.

Col brano che la liturgia ci propone oggi si chiude la sezione dei ‘vangeli dell’infanzia’ in Luca.

Nonostante gli inizi prodigiosi la famiglia di Nazaret svolge una vita simile a quella delle famiglie del suo tempo, e, come tutti, effettua il pellegrinaggio a Gerusalemme. Lì Gesù fanciullo si trova a casa propria e sente una forte attrazione per il Tempio. Egli si trattiene al tempio, e i suo lo ritrovano dopo tre giorni, tra i dottori, dimostrando una sapienza ed una intelligenza straordinarie,

Nelle parole di chiarimento e di comprensibile rimprovero usate da Maria nei suoi confronti (vv.48-49) emerge la profonda preoccupazione che aveva colto i genitori.

La risposta di Gesù pone il racconto a un diverso livello: se i genitori accampano diritti naturali su di lui, egli mostra i vincoli che lo legano alla volontà del Padre, volontà alla quale egli desidera aderire. Egli esprime dunque la radicale obbedienza a Dio e al suo disegno, così come avverrà lungo tutta la sua esistenza terrena.

Alla parola ‘Padre’ fa eco l’ultima consegna del Figlio sulla croce: “Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito” (Lc. 23,46).

Nel versetto 50 il nostro evangelista riferisce con tratto umano  l’incomprensione dei genitori di fronte alle affermazioni de fanciullo Gesù.

Questa ‘ignoranza’ di Maria e di Giuseppe rende molto concreta la vicenda che li vede coinvolti. Come tutti i credenti essi hanno sperimentato le difficoltà della fede e dell’affidarsi a Dio.

Nei versetti finali vediamo come Gesù accetti il suo essere uomo e si sottometta all’autorità dei suoi genitori. Egli continua a vivere nel nascondimento di Nazaret come ‘figlio del falegname’.

Gesù “scese con loro e stava loro sottomesso” (v.51). Queste poche parole descrivono i trent’anni della ‘vita nascosta’ di Gesù a Nazaret, che ci dice come la salvezza non sia estranea alla vita ordinaria di noi uomini.

Il nostro vangelo ci insegna anche che ritenere di conoscere già Dio sia il primo modo per perderlo.

Maria e Giuseppe ci insegnano a trovare continuamente il Signore, che a volte si nasconde proprio perché è educativo per noi il cercarlo.