Comunità Monastica Suore Oblate Benedettine di Santa Scolastica

Ora et labora

XII Domenica ‘A’

giugno 23rd, 2017

25giugno 2017

LECTIO DIVINA

XIII DOMENICA “A”

“Non abbiate paura!”
Dal Vangelo secondo Matteo, Capitolo 10, versetti 26-33

“Non abbiate dunque paura, poiché non vi è nulla di nascosto che non debba essere svelato …Non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima ……Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure nemmeno uno di essi cadrà a terra senza il volere del Padre vostro …… non abbiate dunque paura: voi valete più di molti passeri!…

La Liturgia di oggi ci ricorda che la Chiesa è, per vocazione, popolo profetico, depositaria di una missione impegnativa e difficile.
Gesù incoraggia i suoi e invita a non temere le conseguenze dlla proclamazione del vangelo, perché nessuna violenza può annientare la vera vita e perché Dio si prende cura di coloro che egli ama. L’invito a non avere paura è il motivo conduttore del brano, e vi è ripetuto tre volte (ai versetti 26.26.31). Per capire meglio il discorso si dovrebbero leggere i due versetti precedenti, che la Liturgia non ci presenta 8vv.24-25): i discepoli sanno che non avranno un destino diverso dal loro maestro, ma non devono temere coloro che li maltrattano e li oltraggiano. Questa esortazione a non temere, ad avere coraggio è accompagnata da tre motivazioni:
La prima motivazione si basa sulla presenza di Dio che agisce nella predicazione cristiana, e quindi nessuna forza umana potrà arrestarla: nulla può essere nascosto, tutto sarà manifesto. I discepoli sono invitati a proclamare pubblicamente (‘ditelo nella luce, predicatelo sui tetti’) quanto hanno appreso dalla rivelazione privata ricevuta da Gesù.
Il versetto 28 presenta un secondo motivo di coraggio: non bisogna temere gli uomini, poiché essi possono togliere solo la vita fisica, non la vita eterna. Bisogna piuttosto temere Dio, perché solo lui è il padrone della vita, e può far perire il corpo e l’anima, solo lui ha il potere di escludere dalla vita presente e dalla vita futura.
Matteo richiama qui l’attenzione sulla potenza di Dio: è lui il Signore della vita.
Il terzo invito a non avere paura si basa sulla provvidenza Divina (vv.29-30): se all’attenzione del Dio della vita non sfugge nemmeno un passero, se conosce perfino il numero dei capelli del nostro capo, a maggior ragione si prenderà cura e si preoccuperà dei suoi. Egli segue il cammino di quanti si affidano a lui, ha a cuore tutto quanto li riguarda: questo deve infonderci fiducia e speranza (v.31).
Matteo con questo triplice invito al coraggio intende sostenere e dare fiducia alla comunità post-pasquale che vive la persecuzione, egli le vuol dire che il momento difficile che sta vivendo non e’ dovuto al fatto che Dio si è dimenticato dei suoi. La comunità di allora, come quella di oggi, deve avere la certezza che il Signore le è vicino e segue i suoi passi, la sostiene e difende anche nel momento della difficolta’. Infatti i versetti 32-33 stabiliscono una relazione di causa effetto tra l’atteggiamento di fedeltà a Cristo e l’atteggiamento di fedeltà di Cristo nei confronti del cristiano al momento del giudizio. Confessare e rinnegare significa affermare o negare concretamente, nei fatti, di appartenere a Gesù, di esserne discepoli.
Scriveva in campo di concentramento D.Bonhoeffer, forte di questa fiducia: “Noi viviamo nelle cose penultime, e crediamo nelle ultime”.